Albo d’oro 2018

ALBO D’ORO

HK1 – 1999

Primo premio: L’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA – Tiziano Popoli e Vincenzo Vasi (ITA) Secondo premio: EMAK-BAKIA – Johannes Nakajima (JAP-DE)

Terzo premio: AMOR PEDESTRE – H. Unterhofer (ITA)

HK2 – 2000

Primo premio: ANEMIC CINEMA – Massimo Carozzi (ITA)

Secondo premio: DESTINO (la stanca morte) – Roberto Vianello (ITA)

Terzo premio: 45 MINUTES FROM HOLLYWOOD – Davide Cremonini e Fabrizio Ruffa (ITA)

Terzo premio: NOSFERATU – Emanuele Zottino (ITA)

Terzo premio: FRATE SOLE – Paolo Boggio (ITA)

HK3 – 2001

Primo premio: PEOPLE ON SUNDAY – Loic Djian (FRA)

Secondo premio: non assegnato

Terzo premio: METROPOLIS – Rob Kennedy e Calum Stiling (UK)

HK4 – 2002

Primo premio: GERTIE THE DINOSAUR – Larsen (ITA)

Secondo premio: SALOMÈ – Roberto Vianello (ITA)

Secondo premio: LA COQUILLE ET LE CLERGYMAN – Giovanni Palumbo (ITA)

Terzo premio: KURUTTA IPPIJI – Mauro “Teho” Teardo (ITA)

HK5 – 2003

Primo premio: non assegnato

Secondo premio: EMAK BAKIA – Gabriele Rapali (ITA)

Terzo premio: GLI ULTIMI GIORNI DI POMPEI – Edison Studio (ITA)

Terzo premio: AGGIUDICATO! VENDUTO! – Francesco Cusa (ITA)

HK6 – 2004

Primo premio: IL CASO VALDEMAR – Dario Carrubba (ITA)

Secondo premio: DOURO FAINA FLUVIAL – Maria Lughezzani e Emanuele Zottino (ITA)

Terzo premio: TRIP TO THE MOON – B.Borghi e A.Camedda (ITA)

HK7 – 2006

Primo premio: DIE BERGKATZE – Marco Dalpane (ITA)

Secondo premio: STRAMILANO – Stefano Zorzanello (ITA)

Terzo premio: THE LODGER – Dario Carrubba (ITA)

HK9 – 2008

Primo premio: DIE ABENTEUER DES PRINZEN ACHMED – K. Liekenbroecker (DE)

Secondo premio: DOM NA TRUBNOJ – Vadim Sher e Dimitri Artemenko (FRA)

Terzo premio: POEM 8 – Anne Gritzner (DE)

Terzo premio: THE FALL OF THE HOUSE OF USHER – Eddy Serafini (ITA)

HK11 – 2010

Premio della giuria degli esperti: LA COQUILLE ET LE CLERGYMAN – L’Inquiétant Suspendu (FRA)

Premio della giuria degli ex rimusicatori: ex aequo

SKYSCRAPER SYMPHONY – Luca Frigo (ITA)

LA COQUILLE ET LE CLERGYMAN – l’Inquiétant Suspendu (FRA)

Premio Harlock: COMBAT DE BOXE – Rinaldo Marti (ITA)

Premio del pubblico: ex aequo

UN CHIEN ANDALOU – Giorgio Cerrato (ITA)

ONE A.M. – Maria Lughezzani e Matteo Dell’Osso (ITA)

HK13 – 2012

Premio della giuria degli esperti: non assegnato

Premio della giuria degli ex rimusicatori: ex aequo

LES TULIPES – Graph (GER)

THE CAMERAMAN – Roberto Zecchinelli (ITA)

Premio Harlock: COMBAT DE BOXE – Giulio L. e Mister Coon – Gianfranco Chiale e Pietro Palladino (ITA)

Premio Harlock: VISIONS DE LOURDES – Rinaldo Marti (ITA)

Premio Harlock: LA PERLE – Selene Solare (ITA)

Premio del pubblico: THE INFERNAL CAKEWALK – Karateclub (GER)

Premio del pubblico di Facebook: IL PICCOLO GARIBALDINO – Heka (GER)

HK15 – 2014

Premio della giuria degli esperti: ex aequo

A PAGE OF MADNESS – Francois Lasserre & Vadim Sher

BERLIN, DIE SINFONIE DER GROßSTADT – The Somnambulist

COMBAT DE BOX – Matteo Cillario

Premio della giuria degli ex rimusicatori: ex aequo

LA PERLE – OoopopoiooO (Vincenzo Vasi & Valeria Sturba)

BERLIN, DIE SINFONIE DER GROßSTADT – The Somnambulist

Premio Harlock: Matteo Cillario, Michele Kettmaier/Radio Days, OoopopoiooO, Luca Frigo, Mauro Maffei, Daniele Endrizzi, Mattia Mariotti, Dario Carrubba, Lelio Padovani

Premio del Pubblico: DER GOLEM – Stearica

HK16 – 2016

Premio della giuria degli esperti:

LA COQUILLE ET LE CLERGYMAN – Empusae

Premio della giuria degli ex rimusicatori:

HÄXAN – Matti Bye.

Premio del Pubblico: CENERE – Doriana Legge

Premio “Effetto Notte” : ANEMIC CINEMA – Samuele De Marchi

PRODUZIONI / PRODUCTIONS

Fin dalle prime edizioni del Festival abbiamo raccolto e pubblicato le colonne sonore più interessanti, inserendole all’interno di film dei quali abbiamo acquisito i diritti per l’edizione italiana, per esempio di La Perle di Henri d’Ursel, Menschen am Sonntag di Robert Siodmak e Edgar G. Ulmer. Pubblichiamo qui sotto l’elenco delle nostre produzioni, tutte accomunate da un dettaglio significativo: sono dotate di più colonne sonore originali selezionabili.

From the first edition of our festival, we decided to publish the most interesting soundtracks with those silent films for which we have the rights to the Italian editions (e.g. La Perle by Henri d’Ursel, Menschen am Sonntag by Robert Siodmak & Edgar G. Ulmer). This allows us to publish digital editions with a selection of different original soundtracks.

I DVD della collana RIMUSICAZIONI / The DVDs in the RIMUSICAZIONI collection:

LA PERLE – HENRI D’URSEL

Regia di Henry d’Ursel (su uno scritto di Georges Hugnet), 33’, b/n, muto, Belgio, 1929.

Produzione: Arc Con Georges Hugnet, Kissa Kouprine, Renee Savoye, Mary Stutz.

Directed by Henri d’Ursel (screenplay by Georges Hugnet), 33’, b/w, silent, Belgium, 1929.

Production: Arc With Georges Hugnet, Kissa Kouprine, Renee Savoye, Mary Stutz.

Il DVD contiene 3 differenti colonne sonore selezionabili / The DVD contains a selection of 3 different soundtracks:

– OoopopoiooO (Vincenzo Vasi, Valeria Sturba) + Luigi Tota

– Susy Schuster

– Radio Days (Fabrizio Carlin, David Andreatta, Michele Kettmaier, Claudio Lombardi, Thomas Samonati)

La perle, diretto dal nobile Henry d’Ursel – ma pare nasca da una stretta collaborazione con l’amico regista belga Charles Dekeukeleire – è un piccolo capolavoro di cinema surrealista di circa 30 minuti. Sottilmente erotica, sensuale e a momenti leggermente sinistra, la pellicola rimanda a Celine, Jean Vigo, Man Ray e Maya Deren. Il film si muove con febbrile inquietudine tra strade di primavera e negozi del centro, vasche da bagno in cui si gioca e paesaggi campestri, sfuggendo alla piena comprensione dello spettatore, perdendosi tra stradine di campagna e corridoi, stanze d’albergo e tetti. La dimensione onirico-surreale, così cara al surrealismo, è presente e distribuita su tutte le sequenza del film, anche se utilizzata in forma morbida, discreta, e contribuisce a connotare profondamente la narrazione.

Il giovane Georges acquista una collana di perle per la sua fidanzata Lulù in una stravagante gioielleria del centro. Là si imbatte in una seducente commessa, che nasconde, sotto una delle calze, un’altra collana di perle. Il giovane sceglie questa ultima e se ne va con la commessa. Da qui in poi la collana è ripetutamente persa – come perso è in fondo Georges, che si lascia travolgere dalle emozioni e dai nebulosi eventi. La commessa diviene una sexy-ladra di perle dai movimenti maliziosi che riporta alla mente gli abiti aderenti di Musidora in Les Vampires di Louis Feuillade. Tutto ciò naturalmente devia il giovane dalla fedeltà verso la sua fidanzata, che lo attende languidamente seduta sulla panchina di un parco e lo indirizza a un sorprendente finale in cui la perla è ancora tragicamente, ritrovata.

“La Perle”, directed by the nobleman Henry d’Ursel – although it is apparently the result of a close collaboration with his friend the Belgian director Charles Dekeukeleire – is a small masterpiece of Surrealist cinema of about 30 minutes’ duration. Subtly erotic, sensual and occasionally slightly sinister, the film links Celine, Jean Vigo, Man Ray and Maya Deren. It moves with feverish restlessness between streets in springtime and downtown shops, games in bath-tubs and rural landscapes, playing with the audience’s understanding, meandering through country roads and corridors, hotel rooms and rooftops. A dreamlike, unreal dimension, so loved by the Surrealists, is present throughout the sequences of the film, although in a light, discreet form, contributing profound connotations to the narration.

A young man, Georges, goes to buy a pearl necklace for his fiancée Lulù in an expensive downtown jeweller’s, where he meets a seductive shop assistant who, in one of her stockings, hides another pearl necklace. The young man chooses the second one and leaves with the assistant. From here on, the necklace is repeatedly lost – as is Georges fundamentally, who lets himself be swept away by his emotions and by the nebulous events. The assistant becomes a sexy pearl-thief with mischievous allure, bringing to mind the body-hugging costumes of Musidora in Vampires by Louis Feuillad. Naturally all this entices the young man away from fidelity to his fiancée, who is waiting for him languorously on a park bench, leading him to a surprising finale in which the pearl is once again, tragically, found.

VISIONS DE LOURDES – CHARLES DEKEUKELEIRE

Regia di Charles Dekeukeleire, 18′, b/n, muto, Francia, 1932

Directed by Charles Dekeukeleire, 18’, b/w, silent, France, 1932

Il DVD contiene 6 differenti colonne sonore selezionabili / The DVD contains a selection of 6 different soundtracks:

– Rinaldo Marti

– Daniele Endrizzi

– Emilio Galante -Dario Carruba

– Mattia Mariotti

– Luca Frigo, Mauro Maffei

Uno sguardo a tutto tondo su Lourdes, sulla malattia, sulla religiosità popolare, sulla speranza e sul business a esso collegato. Il registra ci mostra la grotta, ma è uno sguardo fuggevole, sbrigativo, perché egli appare più interessato all’aspetto sociale del luogo in cui apparve la Madonna. Dekeukeleire era cattolico, ma il suo documentario su Lourdes è abbastanza ambiguo, vista l’importanza di questo luogo di pellegrinaggio per la religione vaticana. Dekeukeleire è attento ai malati, ai popolani che portano offerte, alla vendita di articoli religiosi attorno al luogo e agli aspetti temporali del culto, ma la sua non è una posizione chiara.

I critici discutono da decenni sull’eventuale senso “ideologico” della pellicola, ma questa discussione è messa in ombra dalla qualità intrinseca del film: la bellezza della composizione cinematica, il senso del movimento spaziale e temporale e il ricorrere di elementi naturali che irrompono trascendendo ampiamente il luogo che dovrebbe essere il centro della narrazione. Resta il fatto che il suo sguardo sui commercianti del tempio, sul denaro che scorre a fianco dell’acqua benedetta e miracolosa, vero business del pellegrinaggio, è impietoso e senza veli. Nel film pare di esserci il filo conduttore dell’acqua. L’acqua, che dalla neve delle montagne, attraverso i fiumi, arriva al mare. (Quella che sgorga dalle sorgenti di Lourdes diviene anche santa!)

Charles Dekeukeleire è un importante cineasta e teorico del cinema belga, ed è stato, con Henri Storck, uno dei pionieri del cinema belga, fortemente ispirato dal cinema puro dell’avanguardia francese, in particolare di Germaine Dulac. Caposcuola del documentarismo lirico-sperimentale, nelle sue pellicole di volta in volta affrontato l’avanguardia ritmica e plastica, il naturalismo drammatico-poetico, il film critico sull’arte e l’inchiesta sociale.

An all-round portrait of Lourdes, of illness, popular religion, hope and the business related to it. The director shows us the cave, but it is a passing, hasty glance, since he seems more interested in the social aspects of the place where the Madonna appeared. Dekeukeleire was Catholic, but his documentary on Lourdes is notably ambiguous, given the importance of this pilgrimage-site for the Vatican religion. Dekeukeleire pays attention to the sufferers, to the common people bringing offerings, to the sale of religious objects around the site and to the temporal aspects of the cult, but his position is never clear. For decades critics have discussed the possible “ideological” sense of the film, but such discussions are overshadowed by the film’s intrinsic qualities: the beauty of the cinematic composition, the sense of spatial and temporal movement and the recurrence of natural elements which largely transcend the place which should be at the centre of the narration. What is clear is that his gaze on the temple’s sellers, on the money flowing like the miraculous holy water, the real business of the pilgrimage, is pitiless and unveiled. The central thread of the film seems to be water – water which from mountain snow flows down the rivers to the sea (that which flows from the Lourdes springs also becomes holy!) Charles Dekeukeleire was an important film-maker and theorist of Belgian cinema, and together with Henri Storck, was one of its pioneers, greatly influenced by the pure cinema of the French avant-garde, in particular by Germaine Dulac. A founder of poetic-experimental documentary-making, time and again in his films he dealt with the rhythmic, malleable nature of the avant-garde, dramatic-poetic naturalism, and film as artistic criticism and social commentary.

COMBAT DE BOXE – CHARLES DEKEUKELEIRE

Regia di Charles Dekeukeleire, 8’, b/n, muto, Belgio, 1927.

Con Pierre Bourgeois, Jean Demey, Henri Dupont, Andrè Saint – Germain.

Directed by Charles Dekeukeleire, 8’, b/w, silent, Belgium, 1927.

With Pierre Bourgeois, Jean Demey, Henri Dupont, Andrè Saint–Germain.

Il DVD contiene 8 differenti colonne sonore selezionabili / The DVD contains a selection of 8 different soundtracks:

– Massimo Zamboni

– Matteo Cillario

– Federico Missio

– Radio Days (L. Rubertelli, D. Andreatta, M. Kettmaier, C. Lombardi, T. Samonati)

– Andreas Perugini

– Giulio L. & Mr Coon

– Gianfranco Chiale + Pietro Palladino

– Lelio Padovani

Combat de Boxe è ispirato a un poema del 1927 di Paul Werrie, autore belga che collaborò con Charles Dekeukeleire anche in Verschroeide aarde (1934). Lo scrittore, ai giorni nostri, è noto soprattutto per L’amour à la espagnole. Per questo film Charles Dekeukeleire recluta due pugili professionisti, tra cui il campione belga dei pesi piuma di quegli anni e gira nella sua camera da letto, con un lenzuolo steso sul pavimento circondato da corde come a delimitare il ring. Deukeukeleire dilata, deforma, porta all’astrazione un semplice evento, il combattimento tra due pugili, attraverso l’uso di numerosi trucchi cinematografici. L’alternanza dei piani narrativi del pubblico e dei pugili, rispettivamente rappresentati in negativo e positivo e lo strettissimo montaggio delle sequenze di boxe, ossessivamente reiterate e concertate in modo plastico e ritmico rendono questo film uno dei più minuziosamente costruiti degli anni 20’. Combat de Boxe è anche il titolo di un cortometraggio muto del 1915 con Max Linder e diretto da Louis Feillade. In questo corto Linder fa l’arbitro di un incontro di pugilato, ma alla fine viene preso a pugni.

Charles Dekeukeleire, cineasta e teorico del cinema belga e uno dei suoi pionieri assieme a Henri Storck, trova ben presto due autori quali Germaine Dulac, Jean Epstein, Marcel L’Herbier, Louis Delluc e Dziga Vertov, anche anche Man Ray, Fernand Lèger, e Marcel Duchamp, i riferimenti stilistici e artistici attraverso i quali distillare il suo cinema. Tra il 1927 e il 1929 realizza tre film sperimentali, Impatience, Histoire de detective e Combat de boxe, con i quali entrerà a pieno titolo nella storia del cinema anche se critici, storici ed enciclopedie del cinema in genere lo trascureranno.

“Combat de Boxe” was inspired by a 1927 poem by Paul Werrie, a Belgian author who also collaborated with Charles Dekeukeleire in Verschroeide aarde (1934). Nowadays the writer is best known for L’amour à la espagnole. For this film, Charles Deukeukeleire hired two professional fighters, one of whom was the Belgian featherweight champion at the time, and filmed in his bedroom, with a sheet spread on the floor surrounded by ropes to create the ring. Deukeukeleire dilates, deforms and takes a simple event – the fight between two boxers – to abstract dimensions through the use of numerous cinematographic tricks. The alternation between the spectators and the boxers, shown respectively in negative and positive, and the fast editing of the boxing sequences, obsessively repeated and harmonised in a flowing, rhythmic style, make this one of the most meticulously constructed films of the Twenties.

(“Combat de Boxe” is also the title of a silent 1915 short film with Max Linder, directed by Louis Feuillade, in which Linder plays the part of an umpire in a boxing match who in the end becomes the victim of the fight).

Charles Dekeukeleire was a film-maker and theorist of Belgian cinema, and together with Henri Storck, one of its pioneers. Very early on, artists such as Germaine Dulac, Jean Epstein, Marcel L’Herbier, Louis Delluc and Dziga Vertov, as well as Man Ray, Fernand Léger and Marcel Duchamp, became the stylistic and artistic references in distilling his film-making. Between 1927 and 1929, he made three experimental films, “Impatience”, “Histoire de Detective” and “Combat de Boxe”, which guaranteed his place in the history of cinema, even if critics, historians and film encyclopaedias generally neglect him.

MENSCHEN AM SONNTAG – R. SIODMAK & G.ULMER

Regia di R.Siodmak e G.Ulmer, 74’, b/n, muto, Germania, 1929.

Con Brigitte Bochert, Christl Ehlers, Kurt Gerron, Valeska Gert, Heinrich Gretler.

Directed by R.Siodmak & G.Ulmer, 74’, b/w, silent, Germany, 1929.

With Brigitte Bochert, Christl Ehlers, Kurt Gerron, Valeska Gert, Heinrich Gretler.

Il DVD contiene 4 differenti colonne sonore selezionabili / The DVD contains a selection of 4 different soundtracks:

– El Muniria (Massimo Carozzi , Emdio Clementi)

– Tiziano Popoli & Sonata Islands

– Loic Djian

– Otto Stenzel

Menschen am Sonntag è un film muto progettato e realizzato da un gruppo di artisti e cineasti: i fratelli Siodmak, Fred Zinnenmann, Edgar Ulmer e Samuel Wilder. Qualche anno più tardi saranno costretti a lasciare la Germania a causa dell’antisemitismo e della guerra per fare carriera a Hollywood. Il film esprime la pura gioia di vivere di due coppie di ragazzi in un’anonima domenica passata insieme presso uno dei laghi della cintura berlinese. La storia è appena abbozzata, ma tutti i protagonisti interpretano se stessi e tutto l’interesse si concentra non nello sviluppo di un già rodato meccanismo Hollywoodiano, bensì sulle atmosfere e sull’attenta osservazione delle piccole cose della vita quotidiana. Il taglio fortemente documentaristico delle riprese – sulla scia della tradizione delle “sinfonie” cittadine – si fonde qui con la leggerezza della commedia d’amore mentre gli scarni dialoghi ci restituiscono la naturalezza di linguaggio della vita quotidiana a Berlino tra gli anni ’20 e ’30.

“Menschen am Sonntag” is a silent film planned and made by a group of artists and cineastes: the Siodmak brothers, Fred Zinnemann, Edgar Ulmer and Samuel (later Billy) Wilder. A few years later, they would be forced to leave Germany because of anti-Semitism and the war to continue their careers in Hollywood. The film expresses the pure joie de vivre of two young people on a typical Sunday spent together at one of the lakes near Berlin. The plot is little more than a sketch but all the actors play themselves and, rather than on the development of an already over-used Hollywood mechanism, the film concentrates on the atmosphere and observation of the minutiae of daily life. A clearly documentary-style approach in the style of a “city symphony” is here melded with the lightness of a sparkling comedy of love, while the sparse dialogue brings us back to the natural language of everyday life in Berlin at the time.

THE FALL OF THE HOUSE OF USHER – J.S. WATSON & M. WEBBER

Regia di J.S. Watson e M. Webber, 13’, b/n, muto, USA, 1928.

Con Herbert Stern, Hildegarde Watson, Melville Webber

Directed by J.S. Watson & M. Webber, 13’, b/w, silent, USA, 1928.

With Herbert Stern, Hildegarde Watson, Melville Webbe

Il DVD contiene 8 differenti colonne sonore selezionabili / The DVD contains a selection of 8 different soundtracks:

– Mauro Franceschi

– Luca Frigo

-I ’M ANiTa

– Simonluca Laitempergher

– Mike Maguire

– Eddy Serafini

– Supershock

– Luca Vianini

Un uomo, il narratore del racconto, va in aiuto del vecchio compagno di scuola Roderick Usher. La casa della famiglia Usher, un tetro castello, emana un’inquietante senso di vecchiezza estrema, di rovina e depressione ed è segnata da una crepa che la attraversa interamente. Una notte durante una tempesta Roderick inizia a sentire strani suoni inquietanti; sinistre coincidenze lasceranno spazio a eventi soprannaturali che porteranno alla distruzione della casa che crollerà su se stessa. Il film, ispirato al famoso racconto di Poe, non ha didascalie, ed esteticamente è influenzato dal Gabinetto del Dottor Caligari e da alcune atmosfere del Nosferatu di Munnau. Nel 2000 il titolo è stato aggiunto al National Film Registry con lo scopo di esser preservato.

The plot’s narrator goes to help an old schoolmate, Roderick Usher. The Usher family house, a gloomy castle, oozes a disturbing air of extreme old age, ruin and depression, and has a crack running right through the building. During a storm one night, Roderick begins to hear strange, disturbing sounds. Sinister coincidences lead to supernatural events foreboding the destruction of the house which collapses in on itself. Inspired by Poe’s famous story, the film has no titles and was aesthetically influenced by The Cabinet Of Doctor Caligari and by the atmosphere of Murnau’s “Nosferatu”. In 2000, it was added to the National Film Registry to ensure its preservation.